SAN GINESIO
BELLEZZA E STORIA NELL’ ENTROTERRA DELLE MARCHE
Noi di Turismo Marche abbiamo intenzione di presentare e consigliare una delle perle dell’ entroterra delle Marche : San Ginesio.

Le Marche non sono solo mare, Riviera del Conero, Senigallia o San Benedetto del Tronto con la sua Riviera delle Palme.
Le Marche nascondono all’ interno dei borghi antichi pieni di storia, fascino e panorami spettacolari, e San Ginesio ne è una lampante dimostrazione.
Nonostante la sua posizione lontana dai punti più turistici e frequentati delle Marche, dove pullulano Hotel, Residence, Campeggi, San Ginesio offre una ricettività turistica abbondante e di ottima qualità.
Noi di Turismo Marche consigliamo in particolare due nostre strutture selezionate di San Ginesio :
l’ Hotel Centrale di San Ginesio, e il Bed and Breakfast Villa Sabrina.
Qua potrete soggiornare a poca distanza dai Monti Sibillini, e vi troverete in un paesino delle Marche congeniale per avventurarsi anche negli altri borghi circostanti.
Noi di Turismo Marche vorremmo ora farvi un’introduzione sulle origini storiche di San Ginesio, e sulle principali attrazioni da visitare in questo speciale realtà dell’ entroterra delle Marche.
San Ginesio è un castello medievale e insieme un orizzonte. Il giallo oro della sua pietra arenaria, che compone le case, le torri, la cinta muraria, i palazzi, è come se traesse il suo senso dell’ azzurro dei Monti Sibillini, che da sempre ne custodiscono la bellezza.
La storia e il destino di questo paese, nato quasi per caso nella parte più alta del colle Esculano a cavallo tra il 900 e l’ anno 1000, sono lì, nell’ irrequieto convivere di concretezza e altitudine, ruralità e impegno intellettuale.
Al turista che esplora le Marche, San Ginesio impone fin da subito la sua identità forte, il suo passato di potenza e grandezza. La prima immagine, che è come un marchio a fuoco sia per chi a San Ginesio entra per la prima volta sia per chi ne è parte, è quella di una porta, Porta Picena, che con il suo arco interrompe il maestoso correre delle mura castellane, ancora imponenti e praticamente integra.
Correva l’ anno 1308 quando iniziò la costruzione della cinta muraria che avrebbe difeso per secoli San Ginesio dalle mire dei popoli vicini, in particolare del temibile di Fermo. E ci vollero 150 anni perché l’ opera fosse compiuta : una cinta tutta intorno al castello con otto porte, di cui quattro (Alvaneto, Ascarana, Offuna, Picena) ancora intatte. Quell’ arco consegna allo sguardo un altro squarcio di storia : l’ Ospedale dei pellegrini o di San Paolo (1300), con i suoi due eleganti ordini di archi in pietra, una delle domus hospitales che davano riparo ai pellegrini in cammino verso Roma o Loreto.
Risalendo strade e vicoli, verso la piazza centrale, storia e arte si compenetrano. La seconda immagine ha uno sfondo, la facciata della chiesa più importante, la Collegiata (1098), e in primo piano, il profilo della statua di Alberico Gentili, grande giurista intellettuale umanista, padre fondatore del diritto internazionale, che respirò queste pietre e questi monti.
I colori sono il rosso, di cui si accendono al tramonto le pietre di quella facciata dall’ austera base romanica sovrastata da un polittico di pietra (unico esempio di gotico fiorito nelle Marche, plasmato nel 1421 da Enrico Alemanno), e il grigio scuro della statua di Gentili, solitaria e riflessiva.
Muovendo lo sguardo intorno, sullo spazio un tempo occupato dal Palazzo Defensorale, si può scorgere il teatro Giacomo Leopardi. Un gioiello dell’ 800, che risplende però di una luce risalente a molti secoli prima nel 1547 un anfiteatro in legno completamente coperto dominava la piazza e richiamava spettatori da molti paesi intorno.

Lo stesso San Ginesio, d’ altronde, è il patrono dei mimi e degli attori.
Proseguendo in altre direzioni, a tutto tondo, si scoprono la Pinacoteca Scipione Gentili, con Simone De Magistris, Vincenzo Pagani, uno Sposalizio di Santa Caterina attribuito al Ghirlandaio.
Poi noi di Turismo Marche vi consigliamo la Chiesa di San Francesco del 1050.