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Sviluppo sostenibile dell’area marina del Piceno

Validità dal  6/1/2011 al 30/6/2011

La fascia costiera del Piceno è inserita tra le aree marine da destinarsi ad aree marine protette. L’Area marina protetta del Piceno  si inserisce in una idea moderna di “parco”, ovvero nella concezione di una gestione integrata, per lo sviluppo sostenibile della fascia costiera; gestione integrata vuol dire tendente a recuperare in una prima fase l’ambiente costiero e contestualmente a farlo convivere con le attività umane che nel tempo dovranno trovare un’armonizzazione con l’ambiente costiero e marino.
Non più una concezione di Parco Santuario classico secondo cui occorreva congelare un ambiente naturale ancora in massima parte integro impedendo qualsiasi attività e suscitando anche opposizioni molto forti da parte dei residenti.
Ma un’idea dell’Area marina protetta del Piceno integrata con la presenza antropica, dinamica, altamente innovativa in cui programmare e gestire armonicamente la conservazione ambientale e le prospettive di reddito.

Il 6 Luglio 1998, quattordici Enti Locali in particolare le Province di Ascoli Piceno e Teramo, i Comuni di Fermo, Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, Altidona, Pedaso, Campofilone, Massignano, Cupramarittima, Grottammare, San Benedetto del Tronto, Martinsicuro, Alba Adriatica, costituitisi in Comitato Istituzionale Promotore, con la Provincia di Ascoli Piceno come capofila, hanno siglato un accordo di programma per l’attuazione e la promozione di programmi ed iniziative volte alla realizzazione dell’ Area Marina Protetta del Piceno.
L’area presa in esame è compresa tra le foci dei fiumi Chienti e Salinello e si estende verso il largo fino a tre miglia dalla costa (attuale limite per l’attività della pesca a strascico), con una superficie complessiva di circa 300 Kmq.
L’Area marina protetta del Piceno dovrà necessariamente trovare una integrazione con l’entroterra e la constatazione che alle spalle fascia di riviera costiera ci sia un territorio sostanzialmente integro, facilita ed esalta la funzione di recupero e di riequilibrio ambientale dell’Area.
La proposta dell’Area marina protetta del Piceno ha come obiettivi:
•La conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità biologiche, di valori scenici, di processi naturali di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri economici
•L’applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo ed ambiente naturale anche tramite la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici ed architettonici e delle attività umane
•Promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili
•Difesa e ricostruzione degli equilibri idraulici e idrogeologici
•Promozione della valorizzazione e della sperimentazione di attività produttive compatibili
L’iter per l’istituzione dell’ Area marina protetta del Piceno è in fase avanzata e sono stati completati gli studi oceanografico e socio-economico.
Il Comitato Istituzionale è già in possesso di tutte le informazioni necessarie ad avviare la fase progettuale vera e propria con il Ministero per l’Ambiente.
Tale fase vede l’avvio il 3 Aprile 2004, a San Benedetto del Tronto, con la presentazione del progetto preliminare del “Piano Regolatore per l’Area Marina Protetta del Piceno”.
 
Contrariamente all’immagine predominante di un “parco marino”, che lo considera un ambiente paesaggistico di alta spettacolarità, coste alte, frastagliate e intervallate da piccole baie, magari anche grotte naturali, panorami incantevoli, fauna e flora di particolare rilievo, l’Area marina protetta del Piceno è caratterizzata invece da un tratto di costa marchigiano e abruzzese bassa, sabbiosa, senza particolari rilievi orografici e fortemente antropizzato.

L'obiettivo dell’Area marina del Piceno è quello di prendere in esame un’area compromessa con rilevanti aspetti naturalistici, da non perdere del tutto dal punto di vista ambientale, e cercare di recuperarla. Il Parco Marino del Piceno tenta di dare una risposta e di ritrovare un equilibrio della fascia costiera  sud marchigiana e nord abruzzese.
 
L’area del Parco Marino del Piceno comprende il tratto costiero della provincia di Ascoli Piceno, interessando 10 Comuni con sbocco sul mare e parte della provincia di Teramo con 2 Comuni, anch’essi con sbocco sul mare, per una superficie complessiva di 281,22 Kmq. Lo sviluppo costiero del Parco è di 55,3 Km, per una estensione in mare fino a tre miglia dalla costa e quindi con una superficie marina di circa 307 kmq.
 
Nel perimetro del Parco rientrano 12 Comuni, 10 della provincia di Ascoli Piceno che sono(da nord a sud): Porto Sant’Elpidio; Fermo; Porto San Giorgio; Altidona; Pedaso Campofilone; Massignano; Cupra Marittima; Grottammare; San Benedetto del Tronto; e 2 della Provincia di Teramo che sono (da nord a sud): Martinsicuro; Alba Adriatica.
Il centro abitato principale dei comuni del Parco sorge direttamente sul mare in otto casi, mentre in 4 di essi (Fermo, Altidona, Campofilone e Massignano) il capoluogo comunale è localizzato nell’interno.

In poco più di 280 Kmq di territorio interessato dall’Area marina protetta del Piceno  vivono quasi 170.000 persone, in uno stretto corridoio costiero in cui si concentrano le più importanti infrastrutture, direzione nord-sud, delle Marche e dell’Abruzzo, ovvero la ferrovia Milano-Lecce, la Strada Statale 16 e l’Autostrada A14.
Nell’area del Parco esistono due porti, tutti e due localizzati nell’area marchigiana del Parco: Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto.

L’attività di pesca è ampiamente diffusa nell’area del Parco e pur essendo presenti due porti, le imbarcazioni da pesca, sono distribuite anche sulla linea di costa di altri cinque comuni e precisamente: Pedaso, Cupra Marittima, Grottammare, Martinsicuro e Alba Adriatica.
 
Porto San Giorgio è un porto turistico, privato, ma con una parte pubblica per la parte destinata ad ospitare la flottiglia da pesca.
 
Il porto di San Benedetto del Tronto è tra i più importanti delle Marche (subito dopo Ancona) e per quasi tutta la seconda metà del secolo scorso fu sede della più importante flottiglia da pesca oceanica del Paese. La sua importanza è legata alla pesca. San Benedetto del Tronto, infatti, è stato per molti decenni del secolo appena trascorso, il principale porto peschereccio italiano anche per la pesca non oceanica.

San Benedetto del Tronto recentemente, è stata realizzata la nuova darsena turistica.