Il centro storico del Borgo è protetto dalla cinta muraria medievale, conservata in ottimo stato così come dimostra il suggestivo Monastero di S. Maria Maddalena.
Cenni storici
L’espansione urbana avviene nel periodo comunale (sec. XIII – XIV), che rappresenta il momento di maggior sviluppo economico e demografico. La presenza di un primo nucleo abitativo fortificato si accompagna alla nascita del comune e all’edificazione del castello (secc. XII-XIII), che concludono la lunga fase di colonizzazione della valle iniziata nel sec. XII. Un dato interessante è rappresentato dalla preesistenza di una antica pieve affidata ai monaci benedettini di S. Croce di Sassoferrato, il cui territorio di competenza viene a coincidere con i nuovi confini comunali. L’organizzazione ecclesiastica favorisce pertanto in origine l’aggregazione dei proprietari terrieri e dei coloni nell’istituzione laica del comune, finalizzata all’autogoverno. Il castello, eretto nella contrada del Girone in posizione soprelevata e ben protetta dalla cinta muraria, è amministrato in principio dai conti, membri di nobili famiglie locali nominati dall’imperatore. Verso il 1230 si costituì l’Associazione Comunale che, dopo un regime consolare signorile di breve durata, dette vita nella seconda metà del Duecento ad un governo popolare dei Priori delle Arti. A partire da questo periodo, nonostante le limitazioni politiche imposte dall’alleanza con Jesi, il comune conobbe una rapida espansione territoriale ed economica, favorito dall’attività agricola e dalla vivacità commerciale.
Patrimonio artistico e culturale della città:
- Porta della Croce
- Chiostro di S. Francesco
- Museo Arti Monastiche
- Monastero di S. Maria Maddalena
- Chiesa di S. Maria Maddalena
- Chiesa di S. Michele
- Chiesa di S.Croce
- Chiesa di S. Maria “De Abbatissis”
- Chiesa di S. Fortunato
- Fornace Hoffmann
- Sala Consiliare
Attrazioni Naturali:
La "CerquaGrossa", nella Piana Serra de' Conti ha una circonferenza di 5,00 m, un'altezza di 22 m e una chioma di 34 m.
L'età è di 300÷400 anni.
La sua figura matronale risulta ingigantita dalla presenza, a non molta distanza, di un filare di gelsi, che al suo cospetto appaiono come minuscoli pulcini allineati accanto a una gigantesca chioccia.
La sua età presunta è quella che viene riferita dai registri del censimento del Comando Stazione Forestale di Arcevia, e non vale certamente la pena, per togliersi la curiosità di conoscere gli anni esatti, di infilare (sempre che sia possibile) nel corpo della quercia il crudele «succhiello» in dotazione al Corpo Forestale.