Il territorio di Cossignano, ampio poco più di 15 km², occupa l'area collinare della dorsale fra le sorgenti del torrente Menocchia e del fiume Tesino. Il centro storico potrebbe essere contenuto in un campo di calcio: misura 180 m per 90 m ed è di forma ovoidale. Il centro sorge più elevato del resto del comune protetto dalla cinta muraria. Cossignano è costituito da colline più o meno dolci e alcuni calanchi.
Cenni storici
Le origini dell'insediamento sono piuttosto antiche. Già nel VII-VI sec. a.C., sul sito dell'abitato attuale, era sviluppato un fiorente centro di civiltà picena. In età romana il territorio era attraversato dalla strada Asculum-Firmum, il che rende più convincente l'ipotesi che il nome Cossignano derivi dal gentilizio degli antichi possessori di un "praedium cossinianum", frazione dell'ager romanus proprietà di esponenti di una potente famiglia dell'aristocrazia terriera romana (Cossinii di Tivoli). Apparteneva al ducato di Spoleto nel 1039 quando, per donazione,entrò a far parte dei possedimenti farfensi. Resasi autonoma agli inizi del XIV sec., fu più volte assorbita nella sfera di influenza fermana o ascolana. Nel 1396 ospitò per breve tempo il rettore della Marca Andrea Tomacelli e, nel 1433, fu assoggettata da Francesco Sforza. Nel 1581 riformò i propri statuti, dei quali nel 1584 fu pubblicata una edizione a stampa, i cui esemplari rarissimi sono conservati presso l'Archivio di Stato di Roma e la British Library di Londra.
Patrimonio artistico e culturale della città:
- a chiesa di Santa Maria Assunta che contiene diversi dipinti del 1700 e alcuni precedenti. In una teca è inoltre conservato un prezioso reliquario contenente resti di moltissimi santi, un pezzo di croce molto antica, probabilmente medievale, ma che si dice provenire proprio dalla croce di Cristo. Questi due preziosi oggetti sono un dono di Niccolò IV.
- Il Palazzo Comunale che contiene un quadro di grandi dimensioni raffigurante San Giorgio sceso da cavallo fra Sant'Antonio abate e Sant'Antonio di Padova, una preziosa camicia rossa appartenente a uno dei mille e in cima la campana tubolare risalente al 1303 decorata con uno stemma del comune e una invocazione alla Vergine costituita dalle iniziali dell'Ave Maria e dal motto derivante dall'epitaffio di Sant'Agata, Mentem Tuam Sanctam Spontaneam Honorem Deo Et Patriae Liberationem.
- Il Torrione, dove nelle rievocazioni storiche è possibile, vedere lo stendardo Cossignanese raffigurante San Giorgio a cavallo, rivisitazione dell'originale perduto da molto tempo.