Tipico borgo di stile medievale dell'entroterra marchigiano il centro storico di Montefiore si presenta oggi abbastanza ben conservato:
sono rimasti notevoli tratti di cinta muraria muniti di porte e sei torrioni risalenti ai sec. XV e XVI.
La visita offre al turista gradevoli scorci e preziose testimonianze del passato storico-artistico del paese.
Dal Belvedere De Carolis, suggestivo terrazzo panoramico, attraverso la porta Aspromonte si accede al centro storico e si giunge nel cuore del paese, dominata dalla Collegiata di Santa Lucia.
Continuando la nostra passeggiata per il centro del paese è d'obbligo una tappa presso l'interessante Sala Adolfo De Carolis, suggestivo ambiente con soffitto a capriate ornato di eleganti monofore trecentesche trilobate.
Proseguendo al n°5 di Via Dante Alighieri si può visitare la Mostra di Domenico Cantatore (1906-1998), allestita nel 1989 che raccoglie molte opere del pittore ed incisore pugliese. Da ricordare infine la Chiesa di San Filippo Neri che si trova poco fuori dal centro del paese.
Terminato il percorso storico artistico proponiamo al visitatore di dirigiersi verso il rigoglioso ed attrezzato Parco G. De Vecchis dove è possible fare uan rilassante sosta immersi nel verde respirando l'aria pura e salubre delle nostre colline.
Cenni storici
E' un piccolo paese (2300 abitanti circa) del Piceno, posto in collina tra le valli del fiume Aso a nord, e del torrente Menocchia a sud. Il suo orizzonte spazia dal gruppo dei Monti Sibillini al mare, distante solo pochi chilometri. La tradizione lega il toponimo Montefiore al culto della dea Flora, divinità campestre venerata dalle antiche popolazioni italiche prima della conquista romana. Sono stati rinvenuti numerosi resti sepolcrali databili fra il IX e il IV secolo a.C., appartenuti alla civiltà picena.
A testimoniare il periodo romano, rimangono i resti di ville, una cisterna ed alcuni particolari quanto rari esempi di necropoli romane del I e II secolo d.C., chiamate popolarmente "li grotti".
Tra il III e V secolo, Montefiore divenne sede di una Pieve, cioè di una chiesa battesimale che aveva giurisdizione su una vasta porzione di territorio, dedicata alla martire siracusana Santa Lucia (diventata poi il Santo patrono).
Con la caduta dei liberi comuni, Montefiore finì sotto il dominio dello Stato Pontificio; in questo periodo venne ampliata la cinta muraria. Nel corso dei secoli XVII e XVIII la vita politica del Comune fu gestita da una classe chiusa, costituita da nobili e grandi proprietari terrieri. Tale situazione non mutò con l'Unità d'Italia, e si protrasse fino al secondo confiltto mondiale.