San Costanzo è un comune italiano di 4.878 abitanti della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.
Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di coltivi, pascoli e piccole macchie di vegetazione autoctona, formata da specie arboree sempreverdi; lunghi filari di alberi bordano i fossi, i piccoli corsi d’acqua e le bianche strade sterrate che si snodano tra le geometrie dei coltivi.
L’attuale capoluogo comunale, sorto in un territorio abitato sin dall’VIII secolo a.C., è citato dal Quattrocento come importante castello posto sotto la giurisdizione di Fano, da cui si liberò per un breve periodo nel 1492. Annesso allo Stato Pontificio nel XVII secolo, da papa Urbano VIII, ne seguì le vicende storiche fino al 1861, anno in cui entrò a far parte del regno d’Italia. Diversa fu la vicenda storica di Cerasa, in cui nel XIII secolo fu edificato il castello di Querciafissa: posta alle dirette dipendenze dell’abbazia benedettina di San Paterniano, questa località passò a Fano nel 1520. Il toponimo, menzionato nelle RATIONES DECIMARUM delle Marche (anni 1290-1292), testimonia l’intensità del culto del Patrono. Il centro storico, ancora circondato dalle mura malatestiane, risalenti a XIV e al XV secolo, conserva resti del castello quattrocentesco. Ospita inoltre il palazzo comunale, già palazzo Cassi, la parrocchiale dei Santi Cristoforo e Costanzo (XVI secolo), la chiesa di San Pietro e una bella torre campanaria con orologio, che conserva in una nicchia esterna una statuetta cinquecentesca dedicata alla Madonna. Sopravvivono inoltre consistenti rovine dell’antico castello di Cerasa, tuttora munito di torri, di mura di cinta a scarpa e di una porta d’accesso.