Serrungarina è un comune italiano di 2.486 abitanti della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.
L’abitato, posto al termine di uno splendido percorso panoramico che collega diversi nuclei abitati, sorge sulla sommità di un colle, da cui la vista spazia sui piccoli ma fitti boschi e sul paesaggio agrario tipico dell’entroterra marchigiano, caratterizzato dai colori del frumento, delle colture orticole, dei vigneti e dei pascoli. Qua e là, tra i campi, spuntano i resti dell’antica via consolare Flaminia, arteria di grande importanza storica.
Cenni storici
Le prime notizie certe sulla sua esistenza risalgono al 1343, quando fu occupata e conquistata dai Malatesta di Rimini, che la diedero in feudo alla famiglia fanese dei Boccaccio. Assediata da Francesco Sforza prima (1445) e da Federico da Montefeltro poi (1463), fu assegnata alla giurisdizione di Fano; di quest’ultima seguì le vicende storiche. Il toponimo, menzionato nelle RATIONES DECIMARUM delle Marche (anni 1290-1292), sembra essere un composto del termine “serra” e di un derivato del latino LONGUS, ‘lungo’, piuttosto che di un personale UNGARUS, da alcuni ricollegato al notaio Ser Ungaro degli Atti, vissuto nel XIV secolo. Il centro storico è percorso da strette viuzze su cui si affacciano bei palazzi nobiliari, come palazzo Cinti, con un seicentesco portale ad arco. Sulle rovine della rocca commissionata nel 1348 da Galeotto Malatesta, di cui resta la sola cisterna, venne eretta nel 1665 la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate, che custodisce due pregevoli opere pittoriche cinque-seicentesche. Durante gli ultimi anni del XV secolo fu costruita inoltre la “traforata”, opera idraulica di notevole importanza, composta da un canale sotterraneo che immette in un grande pozzo e utilizzata per alimentare alcuni mulini. Di notevole interesse sono anche le testimonianze storico-architettoniche situate nell’aggregato urbano minore di Bargni: sono degni di nota, in particolare, l’antico castello, la chiesa settecentesca di Santa Maria della Misericordia, la parrocchiale della Santissima Trinità e la cappella seicentesca di San Ticiarino.
Patrimonio artistico e culturale della città
- Via Crucis di Vertova, "La via Crucis di Vertova", una delle ultime opere di Vittorio Bellini, presentata nel 1989 al 10° Meeting dell'Amicizia a Rimini, a cura del critico d'arte Giovanni Testori, è ora collocata nella Chiesa di Tavernelle.